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PAOLO DI CIOCCIO

'Musica elettronica domani'

Breve contributo-saggio per una possibile rifondazione della Musica Elettronica

Ripercorrere le tappe della nascita, negli anni '50, e dello sviluppo della musica elettronica è impresa già confortata da ottimi testi sull'argomento; sarebbe quindi cosa alquanto sterile riscrivere per l'ennesima volta il già compiuto. Bisogna quindi portare, se possibile, un contributo diverso, senza per questo voler essere originali a tutti i costi...E, qui ed irrevocabilmente, sta una constatazione disarmante: non c'è proprio niente di nuovo da enunciare! La musica elettronica non esiste più in quanto fenomeno di liberazione e rifondazione di quella cosa che è stata definita " l'arte di organizzare i suoni" nel tempo e nello spazio; l'industria del commercio selvaggio ha poi agglomerato nel suo ventre fradicio e corrotto tutto il bello della ricerca e della sperimentazione per dotare la comunità elettronica di economici sintetizzatori digitali a tastiera, ben temperata naturalmente, o di un programma per computer che risolve tutto o quasi, ed evita così e definitivamente quella antiquata e noiosissima perdita di tempo che è il pensare ed il ricercare.

Ma non tutti sono caduti schiavi di questo perfido gioco; ancora, e per fortuna, sono in molti a porsi dei dubbi e cercare delle risposte. Nella mia, seppur modesta, attività di compositore elettronico, sono certo di essere uscito dal torbido mondo del commercio sonoro (e lo dico senza falsità alcuna) avendo buttato a mare tutto il mio passato di armonioso melodista per dedicarmi, senza tregua o paure, alla ricerca estenuante del fenomeno sonoro e del suo indiscutibile fascino provocato dai colori sempre diversi del timbro elettronico ed infine alla composizione senza più impalcature marce e farcite di strutture vecchie ed ascoltate fino alla noia ed all'imbarazzo.

Questa meravigliosa opportunità di cambiamento mi è arrivata, senza alcun dubbio, dalla recente composizione elettronica di "The Tarot of Tomorrow"( cd Musica Maxima Magnetica), il mio primo lavoro finalmente libero da qualsiasi oppressione dal (e del ) passato. Non sono un ingegnere elettronico né tanto meno un saccente enciclopedico (lascio perfidamente la palla a questi convinti scienziati di non si sa cosa, i quali si atteggiano, fieri di aver imparato a memoria i manuali operativi dei sintetizzatori, di sapere tutto sul suono elettronico e hanno sempre una risposta per tutti i problemi derivati dalla pratica sui generatori); mi ritengo, anzi sono, un Musicista

a cui stanno a cuore prima di tutto il gusto della sensazione sonora e del suo impiego nella composizione delle proprie opere; credo quindi mi sia concesso parlare con piacere di questo risultato personale ottenuto. Concordo con Arnold Schoenberg che il futuro della musica è e sarà nella "Melodia di timbri"(e aggiungo) organizzata nel tempo e nello spazio; già, perché questo è il primo problema. Infatti troppo spesso ci si dimentica del motore indispensabile alla vita musicale, ovvero il Ritmo. Ovviamente non mi riferisco al ritmo della musica da ballo o di qualche altra alienante sequenza, io desidero parlare di Ritmo interiore liberato dal chaos quotidiano, e forse eterno, per lasciarlo pulsare senza limiti di tempo metronomico, battute e così via, imposte dal vecchio sistema di fare musica. E' impossibile tutto questo? Non credo, dal momento che l'ho realizzato...E, si tratta semplicemente, di rendere libero il percorso degli eventi sonori che, senza più limiti di ansie temporali, possono ora giocare liberamente tra loro e in loro, sotto la guida e la supervisione artistica del compositore-intelaiatore. Certo, ora occorre investigare sulle radici soniche che possono permettere questa liberazione... Niente di meglio quindi di ripercorrere alcuni concetti comuni a tutti coloro che si occupano, anche solo con l'ascolto, di cose della Musica. Primo passo: L'Ascolto. Cos'è il suono? Perché ha questo fascino eterno? È' e rimarrà per sempre quella sensazione di benessere che ci aiuta nella sopravvivenza quotidiana, che ci rallegra o ci intristisce teneramente, che ci fa pensare o ci addolcisce. A volte ci fa arrabbiare e ci rende nervosi, ma questa è colpa di errate e disgustose composizioni, il suono e il timbro non ne hanno colpa... E qui arriva il secondo passo: La Composizione con i Suoni; io maledico per l'eternità coloro che hanno rovinato la Musica, scrivendo opere brutte, incomprensibili, in nome di non si sa quale rivoluzione...Ma la Musica non ne risente di tutto questo, in quanto è Arte Eterna ormai libera dai pasticci umani odierni. Certo, riascoltare sempre lo stesso pezzo di 250 anni fa e con gli stessi strumenti impiegati oggi come allora, impedisce la via del progresso. Allora si abbia il coraggio definitivo di non scrivere più Musica e si abbandonino gli strumenti acustici per tornare al gusto della ricerca, come fecero i pionieri elettronici degli anni '50; le implicazioni del nuovo a tutti i costi oggi fa veramente sorridere, l'atonalità e suoi eredi non hanno portato nulla se non un reale disgusto per l'organo sensoriale umano e, aggiungo, animale e forse cosmico. Nel mio lavoro non ho usato procedimenti né tonali né tanto meno atonali; qui si hanno solo frequenze timbriche disposte secondo un gusto soggettivo che contribuiscono, anzi diventano la struttura portante dei vari brani. Il lavoro è esclusivamente concentrato su questi fenomeni timbrici provenienti dalla pratica della sintesi sottrattiva su vecchi apparecchi elettronici degli anni '70, usati senza l'ausilio delle tastiere ( comunque) in dotazione a simili strumenti, fatta l'ovvia eccezione per il Theremin ed il Trautonium, recentemente ricostruito dal Mago- Ingegnere tedesco Dieter Doepfer.

Il campo sonoro, mai stabilito in precedenza, viene a costituire l'unico mezzo strutturale ed espressivo che varia da brano a brano, e le possibilità di intervento sono quindi impressionanti, anche a livello di improvvisazione in tempo reale o a posteriori; tale campo sonoro vive l'attimo della sua creazione con gli agglomerati timbrici preparati naturalmente in precedenza, ma poi riuniti senza alcun ordine definito, se non per il gusto soggettivo in tal assemblaggio. È' chiaro che occorre moltissimo tempo necessario alla creazione degli eventi sonori perché non definiti all'origine, ma qui sta la gioia della ricerca e del vero creare elettronico. Il terzo passo in effetti è già stato enunciato: Nuovi Strumenti per la Musica; se osserviamo le attuali tendenze del panorama dell' instrumentarium elettronico mondiale, la disarmante constatazione che gli strumenti costruiti rispondono ad esigenze di natura commerciale-ballareccia, salvo naturalmente alcuni ancora troppo costosi diamanti utili alla ricerca, fanno dei sintetizzatori odierni e dei programmi software un passo indietro rischioso verso il rimbambimento creativo dell'umana ragione... A nulla sembra venire in aiuto, come soluzione, la messa in commercio di strumenti elettronici dotati di un approccio manuale intrigante, come i diversissimi potenziometri che appaiono sui pannelli frontali; in realtà questi sofisticati meccanismi celano un programma originario destinato all'effettino da circo, più la classica tastiera che completa, con il suo temperatissimo sistema, l'arida proposta da venditori ambulanti. Pochi hanno quindi la fortuna di poter disporre di apparecchi utili alla vera ricerca, ma non si tratta di un'elite di geni, vista la crudele realtà di inutili musiche concepite e presentate discograficamente...Per non parlare dei noiosissimi concerti, in cui le macchine spesso non funzionano o dimostrano il limite del compositore-esecutore di turno. E allora, che fare? Nulla, sembra, sia possibile per uscire da questo miope girone infernale, ed ora finalmente paghiamo le conseguenze lasciateci dagli errori precedentemente commessi; possiamo però armarci di Consapevolezza e avere il coraggio di fare il passo necessario, se non l'ultimo che ci è realmente rimasto: buttare tutto ciò che finora è stata definita Musica Elettronica e ricominciare daccapo. Ovvero: ripartire dagli anni eroici dei primi commoventi passi artistico-elettronici, e mi riferisco ovviamente agli anni '50-'60, ma senza ricadere negli errori commessi: strutturalismo maniacale, scimmiottamento di suoni acustici, aberranti proclama politici di fine della musica strumentale e della musica stessa; oggi la nostra sopravvivenza artistica ci chiede ben altro. Coraggio, quindi! Questa mia testimonianza è per chi ancora non ha ceduto ai ricatti del mercato, o non è diventato sordo per difendersi...

 

Roma, Maggio 2006 Paolo Di Cioccio

APPENDICE PRIMA - AGAPE ELETTRONICA, O DEL BANCHETTO DEI GIUSTI

 

"Adeguarsi ai mezzi della nostra epoca non significa distruzione della tradizione, ma continuità della medesima nella direzione del suo tempo. " ( Franco Evangelisti)

 

"Il tempo musicale si fonda sull'isocronismo dell'unità di tempo e della battuta. Ma la musica è in sé misura del tempo e rende flessibile il quadro metrico-ritmico, fino a darne un'immagine fluttuante. " (Antonio De Blasio)

 

"Dobbiamo prendere coscienza del materiale che abbiamo sotto le mani e dobbiamo farlo con tutto l'acume e il vigore..." ( Domenico Guaccero)

 

"... Le difficoltà nascono nella maggior parte dei casi da un'errata impostazione, che credo possa essere riassunta in due aspetti fondamentali: quello -per così dire - "dal lato del compositore" e quello "dal lato dell'ascoltatore". ( Fausto Razzi)

 

"Arduo individuare il nesso tra continuità e novità, in seno alla tecnologia musicale. Infatti, è davvero curioso che proprio nella fase storica in cui viene scongiurata la soppressione dell'interprete grazie all'integrazione di elementi sonori sintetici e registrati con altri eseguiti "dal vivo," si ipotizzi, con la diffusione del computer, addirittura l'eliminazione del compositore."

(Armando Gentilucci)

"Il dualismo fra tradizione e avanguardia, o diciamo, tra le forze conservatrici e le forze del progresso, non ha più importanza, perché la tradizione diviene una riserva..."

(Karlheinz Stockhausen)

 

"Brutalmente, è impensabile che l'intera umanità si forgi nell'infanzia per poi non muoversi più dalla sua concezione del tempo e dello spazio. " (Iannis Xenakis)

 

"Un metodo compositivo che si concentri soprattutto sulle condizioni del materiale porta inevitabilmente ad associazioni con le sensazioni visive e tattili. "( Gyorgy Ligeti

 

"... Soltanto allora, quando si sarà compresa la strada da percorrere, strada peraltro difficile e affascinante, si saprà cosa fare, e si potrà avere una nuova indicazione utile all'uomo che usufruendo dell'elettronica permetterà la realizzazione, la traduzione di un pensiero più evoluto manifestazione di vita. " ( Franco Evangelisti )

APPENDICE SECONDA - DISCOGRAFIA ESSENZIALE

 

Edgard Varese, Le poème èlectronique (cd Decca)

Franco Evangelisti, Incontri di fasce sonore (cd RZ)

Karlheinz Stockhausen, Studie II (cd Stockhausen Verlag)

Gyorgy Ligeti, Artikulation (cd Wergo)

Paolo Di Cioccio, The tarot of tomorrow (cd Musica Maxima Magnetica)

 

APPENDICE TERZA - BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

 

Franco Evangelisti, Dal silenzio a un nuovo mondo sonoro (Semar)

Nicola Scaldaferri, Musica nel laboratorio elettroacustico (Lim)

Daniela Tortora, Nuova Consonanza (Lim)

Fred K. Prieberg, Musica ex machina (Einaudi)

Armando Gentilucci, Introduzione alla musica elettronica (Feltrinelli)

Walter Branchi, Tecnologia della musica elettronica (Lerici)

John R. Pierce, La scienza del suono (Zanichelli)

Gyorgy Ligeti, Lei sogna a colori? (Alet)

Daniele Lombardi e Carlo Piccardi, Rumori futuri (Vallecchi)